Quei misteriosi segnali radio dal cosmo

Non sono di origine artificiale, ora è certo. Provengono da una galassia distante 10 miliardi di anni luce e la loro natura è ancora sconosciuta.

Un anno fa un gruppo internazionale di astronomi annunciò la scoperta di quattro rapidissimi lampi di onde radio (fast radio burst, FRB) osservati nell’arco di un anno dal radiotelescopio da 64 metri di Parkes (Australia). In precedenza due burst di onde radio erano già stati rilevati dallo stesso strumento.

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Oltre la costellazione di Auriga c’è una sorgente di lampi radio.

La mancanza di analoghe scoperte da parte di altri radiotelescopi fecero pensare che i segnali radio provenissero da sorgenti terrestri. Ma l’osservazione di un nuovo evento dello stesso genere dal gigantesco radiotelescopio da 305 metri di diametro di Arecibo (Portorico) ha spazzato via il dubbio e confermato la provenienza cosmica extragalattica.

 

Immagine del cielo dal radiotelescopio di Arecibo, in direzione della costellazione dell’Auriga. | ROGELIO BERNAL ANDREO/DEEPSKYCOLORS.COM

SEGNALI BREVISSIMI. Questi enigmatici segnali hanno una durata di pochi millesimi di secondo e la loro energia è pari a quella emessa dal Sole in circa 10.000 anni. La loro natura è ancora sconosciuta, ma è certo è che non si tratta di segnali di origine artificiale: sono invece radiazioni prodotte da fenomeni astrofisici.

Le ipotesi proposte per spiegare la loro origine sono diverse. Potrebbe trattarsi di fenomeni legati all’evaporazione di buchi neri, oppure a brillamenti di magnetar, un tipo di stelle di neutroni con fortissimi campi magnetici. Ma l’ipotesi più condivisa tra gli addetti ai lavori è quella della fusione di stelle di neutroni: queste stelle collassate, infatti, producono degli imponenti impulsi di energia quando si fondono l’una con l’altra.

IL CALCOLO DELLA DISTANZA. Per stabilire l’origine extragalattica dei segnali è stato sfruttato un fenomeno, detto dispersione, connesso alla differenza di velocità di propagazione delle onde radio a bassa e alta frequenza nello spazio. La misura ha permesso anche di stabilire che l’imponente emissione si è verificata da oggetti distanti tra i 5 e i 10 miliardi di anni luce.

Finora gli FRB osservati sono pochi e per avere qualche certezza sull’origine dei segnali occorrerà scandagliare il cielo con attenzione e in maniera sistematica.

[Focus.it]

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