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Mistero sul viaggio lampo di Papa Benedetto XVI

L’Enigma del Viaggio-Lampo di Ratzinger in Baviera

Sebirblu, 25 giugno 2020
Gli accadimenti che velocemente si rincorrono in questi tempi apocalittici vertono tutti sul sommo pontefice Benedetto XVI che, nonostante sia chiamato “emerito”, rimane pur sempre l’unico e vero successore di Pietro, capo della Chiesa Universale, in quanto la “Rinuncia” data nel 2013 è stata da lui stesso intenzionalmente resa invalida. (Cfr. anche QUI e QUI).
Ad accorgersene, è stato un frate italo-americano, Alexis Bugnolo, latinista, canonista e antropologo del quale ho già parlato QUI, in un dirompente articolo su questo tema.
Non dico che tale mia pubblicazione sia passata inosservata, visto che un lettore l’ha menzionata in diretta a don Minutella, ma la notizia “bomba” è scoppiata poi, con il resoconto dettagliato apparso su “Libero” (QUI) per mano di Andrea Cionci (letto sul video a seguire) che, insieme al “Decimo Toro” e allo stesso don Minutella, in un intreccio di interviste con fra’ Bugnolo, hanno scoperchiato il Vaso di Pandora. (Oggi, anche il Quotidiano del Lazio ha seguito l’esempio di Cionci).

Naturalmente, è passato tutto sotto silenzio… nessun organo d’informazione ha parlato… ma in Vaticano qualcosa si è mosso, visto il viaggio improvviso di Joseph Ratzinger in Germania per via del fratello “moribondo”… col quale è stato possibile, però, con-celebrare la Messa il giorno successivo al suo arrivo e far colazione a strudel di mele; ved. QUI.

Egli, infatti, sebbene debilitato e in carrozzella ha preso il volo per il suo paese d’origine per mezzo di un aereo di Stato militare italiano (?) accompagnato dal solito immancabile Georg Gänswein, da un’«infermiera» (poi si capirà il perché delle virgolette), da un medico “ad personam”, dal vice comandante della polizia vaticana e dal capo della gendarmeria pontificia, Domenico Giani, “silurato” l’anno scorso da Bergoglio.
Ed ora, dopo che il famoso quotidiano tedesco “Bild” aveva sostenuto che Benedetto XVI, forse, non sarebbe più tornato a Roma, ecco che arriva inaspettata la notizia del suo rientro-lampo avvenuto lunedì scorso.
In tutta questa confusione, ho deciso di riportare le parti più significative di ciò che ha detto fra’ Bugnolo sull’intera vicenda, rispondendo alle domande del conduttore di “Radio OPI”:
Il primo quesito concerne il viaggio improvviso di Ratzinger e l’allontanamento da Roma, dando dunque il “la” alle numerose profezie sui tempi finali di un papa “in fuga dall’Urbe”, come quelle di Anna Maria Taigi e della beata Katharina Emmerick, ad esempio.

Dice fra’ Bugnolo:

«In questi giorni è successo qualcosa di stranissimo, perché sembra che papa Benedetto abbia chiesto proprio a Giani, ex capo della Gendarmeria, attualmente operatore alla Digos della Repubblica Italiana, di organizzare il viaggio per raggiungere suo fratello in Germania.
 
Impossibile quindi che Bergoglio abbia dato il placet per la partenza, visto che lui stesso aveva rimosso Giani dal suo prestigioso incarico, ed è altrettanto strano il silenzio non solo della Santa Sede, ma anche delle autorità italiane che hanno concesso l’aereo militare, normalmente messo a disposizione soltanto a pro dei pontefici o di rado a qualche alto prelato. Questo, secondo me, vuol dire che Benedetto XVI viene considerato il papa regnante, non Bergoglio.
 
Quando poi l’aereo è arrivato a destinazione, non c’era il Nunzio apostolico ad attendere Ratzinger, e ciò mostra che tra le Mura Leonine non se ne sapeva nulla. La diocesi del luogo aveva anche dichiarato di non avere certezze per il suo rientro in Italia, a causa delle condizioni critiche del fratello in fin di vita.
 
Il Nunzio è giunto soltanto due giorni dopo, facendo sapere tramite Facebook (a mezzogiorno di domenica) che Benedetto XVI sarebbe rientrato in Italia l’indomani. Come mai, dato che il fratello non è ancora morto e nemmeno guarito? Perché, quindi, avrebbe dovuto già rientrare in Vaticano?
 
La decisione presa di restare con il proprio congiunto sino alla fine, senza che la Santa Sede ne fosse a conoscenza, è stata cambiata all’ultimo minuto… forse a Roma vogliono controllarlo? Noi dobbiamo aprire gli occhi, perché se papa Benedetto non è più papa, allora ha lo stesso diritto alla libertà come ce l’ho io, voi, e tutti coloro che vogliono viaggiare ovunque nel mondo.

 



Il Vaticano non ha alcuna autorità nel dargli il permesso di uscire o di richiamarlo indietro! Ratzinger non è uno schiavo, è un essere umano avente tutti i diritti che gli competono, come qualsiasi altro uomo. È evidente che ha subìto delle forti pressioni per ritornare, e questa è una gravissima violazione dei Diritti Umani.

 
Tutto fa pensare che, sia il governo tedesco che quello italiano abbiano tributato a lui gli onori di un capo di stato! È papa o non lo è? Molti cattolici, persuasi che il pontefice sia ancora lui, non comprendono come non gli si dia modo di spiegare cosa sia veramente accaduto nel 2013!
 
Ci sono troppe cose strane… perché c’è un vice comandante della polizia vaticana con lui? È forse prigioniero? Quando un cardinale gira per il mondo questo non succede, e non viaggia con un velivolo dell’aeronautica militare italiana… Perciò, sembra che Benedetto abbia deciso di spostarsi in modo segreto e questo rivela la sua mancanza di fiducia in Bergoglio.
 
Chi, inoltre, ha avvertito i giornalisti e i fotografi del suo arrivo in Germania se il viaggio doveva rimanere segreto? Ratzinger non si è sottratto a loro, si è lasciato fotografare e ha risposto ai saluti mostrando un volto quasi tumefatto, come mai? Sembrava un viso che avesse subito un trauma incredibile in confronto alle immagini apparse in televisione l’autunno scorso… »

A questo punto devo interrompere la sintesi scritta di ciò che ha detto fra’ Bugnolo a Radio OPI in quanto è stata rimossa la registrazione ed è irrintracciabile. La stessa cosa è accaduta sul sito dello stesso frate, ved. QUI, che ne ha pubblicato il link per i lettori.
Comunque, siccome l’avevo già ascoltata, ciò che rimane di maggior interesse sul viaggio-lampo di Benedetto XVI lo riprendo traducendolo dall’articolo postato dal francescano sul suo “FromRome.info”:
Dunque, si parlava del volto livido e arrossato di papa Ratzinger… e qui viene esposta da fra’ Bugnolo una testimonianza, quella di Doris Reisinger, dottoressa in filosofia e teologia cattolica che twittando sul web (QUI) il 19 scorso, ha detto:
«La donna che accompagna Benedetto XVI (ved. foto) non è una “infermiera”. Il suo nome è Christine Felder, una ‘memor domini’ membro della famiglia spirituale “l’Opera” (Das Werk; ved. QUI). Per numerosi anni è stata la mia superiora, la mia “maîtresse novice” (maestra delle novizie) e la mia assistente spirituale, personale.
 
Ella determinava presso  quale prete dovevo  confessarmi, quale capigliatura avevo il diritto di mantenere  (tagliando  qualche  volta i capelli),  ciò  che ero autorizzata a leggere, se e quando potevo parlare con i miei genitori ed ero obbligata a presentarle delle relazioni scritte ciascuna settimana.
 
Non ho mai tanto sofferto in vita mia a causa di qualcuno come da questa donna. Mi ha piantata in asso durante le rievocazioni di un fratello. Mi ha urlato addosso quando ho rimostrato i suoi attacchi…
 
Ma ha fatto ben peggio alle altre giovani sorelle… Per quanto io sappia, non ne è mai stata ritenuta responsabile. Il Vaticano la conosce dal 2012 o poco più, e sembra costantemente occupare un posto direttivo in quell’ambito.

Benedetto XVI è strettamente sorvegliato; ved. QUI. Christine Felder è in grigio.

Per essere onesta, quando vedo Christine Felder mi sento male e comincio a tremare. D’altra parte, io so che entra ed esce sempre dal domicilio di Benedetto XVI. Non è una sorpresa per me, ma non dovrebbe essere così. Penso che il mondo dovrebbe saperlo.

 
E continuando a twittare, la dottoressa Doris Reisinger conclude dicendo:
 
Non è soltanto il mio caso. Ci sono molte persone che sono state strumentalizzate e lese dalla “Das Werk”, la cui vita è stata colpita e condizionata in modo permanente. I dirigenti della comunità hanno violato le norme basilari del Diritto Canonico.»
Questo è ciò che ha riportato frate Bugnolo nel suo articolo QUI, riferendosi al “trattamento” che presumibilmente potrebbe essere adottato nei confronti di Benedetto XVI, così indifeso e fragile vista l’età, ma non lo è certo il suo pensiero ancor lucido e profondo tanto da aver voluto stilare un testamento spirituale da aprirsi soltanto a trapasso avvenuto.
Ed è proprio questo il punto che porta ad ulteriori domande sulla stranezza assoluta di un viaggio di soli quattro giorni effettivi (da giovedì mattina 18 giugno alle 11,45 ora d’arrivo a Monaco di Baviera, a lunedì mattina 22 giugno con l’atterraggio a Ciampino alle ore 13) di un uomo di 93 anni che va a trovare il fratello (in piena pandemia) con cui celebra la Messa e fa colazione per poi andarsene sveltamente senza poter comunicare con alcuno, più provato che mai, in un blitz a dir poco sconcertante.

I fratelli Georg e Joseph Ratzinger

Qual è il vero motivo di tutte queste incongruenze? Bisogna sapere che il mese scorso Peter Seewald (il grande amico biografo di Joseph Ratzinger) ha rivelato (QUI) che papa Benedetto aveva deciso di rivolgersi al mondo e di porre un termine a tutte le controversie su ciò che aveva fatto nel febbraio 2013, lasciando ai posteri ‒ dopo la sua morte ‒ un testamento spirituale.

Questa ammissione esplosiva (continua nel suo articolo fra’ Bugnolo QUI) è stata la fonte di molte speculazioni a Roma, perché è noto che un papa ha il potere di nominare il suo successore, di modificare le leggi per l’elezione o di apportare qualsiasi tipo di altri profondi cambiamenti per mezzo di un tale documento.
Dove viene conservato l’atto testamentario? Presso un parente stretto? A Roma? La speculazione ruota intorno a due possibilità.
L’una è che il testo sia conservato nel suo ufficio, nel monastero di Mater Ecclesiae nel cuore dei Giardini Vaticani. L’altra, è che lo abbia affidato a suo fratello George Ratzinger.
Entrambi i casi sono utili, dice fra’ Alexis, il primo all’entourage di Bergoglio per frugare minuziosamente nel sue stanze personali ed appropriarsene, dato che nel corso di questi sette anni il Vaticano è stato sorpreso a falsificare numerosi atti: dalla dichiarazione di Rinuncia del 2013 ‒ come da link soprastanti ‒ alle lettere di vario genere scritte da Benedetto XVI e manomesse od occultate (ved. l’episodio di mons. Viganò, QUI).
Il secondo, che porta papa Benedetto da suo fratello a Ratisbona per riprendersi il documento, nonostante Ratzinger fosse guardato a vista di continuo dai “compagni” di viaggio, specialmente dal vice-capo della polizia vaticana.

Una terza ipotesi potrebbe esistere a parer mio, però se Ratzinger, come sembra, è stato tenuto sempre sotto sorveglianza in tutti questi anni (ved. anche QUI e QUI) come avrebbe potuto affidare il testamento ad un notaio, che sarebbe stata la cosa più ovvia da fare?

Prima di concludere, consiglio vivamente di leggere le profezie su Benedetto XVI, QUI, rivelate al veggente Giuseppe Auricchia dalla Vergine Maria e da San Michele Arcangelo sui traditori e nemici che lo circondano, falsificandogli la corrispondenza e riscrivendo le sue lettere.

Chiosa di Sebirblu
È indubbio che la situazione in Vaticano sia disastrosa, malgrado le apparenze che sembrano attirare i poveri fedeli, ammaliati dal Falso Profeta e dai suoi cortigiani opportunisti ed ipocriti. Dunque, ben vengano i vari don Minutella, Decimo Toro e fra’ Alexis Bugnolo che, seppure in pochi, ma potenti guerrieri con un gran seguito, sono sempre meglio di una pletora indistinta e fasulla di “sepolcri imbiancati”.
Relazione, traduzione e cura di Sebirblu.blogspot.it

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