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IL PUNTATORE ALIENO

Il puntatore alieno

dario.giacoletto@vodafone.it

Non è semplice parlare di un qualcosa del quale poco si conosce; soprattutto un qualcosa che si presenta come esteticamente molto variabile, per di più come proponente tutta una variegata serie di apparenti funzioni non ben definite. Data poi la mancanza di un termine vero e proprio col quale definirlo, si è reso necessario trovare un termine. Arbitrariamente ho scelto di definirlo “ILLUMINATORE” oppure “PUNTATORE ALIENO”. Ora si andrà a motivarne il perché e ad indagare le funzioni di questo accessorio di fattura aliena.

In merito alla problematica in oggetto, tutto iniziò nel 2011, quando comparve la serie fotografica relativa al caso Lanzada: http://presenze-aliene.blogspot.com/2013/03/il-caso-lanzada-2011.html dal quale la sottostante 1/C, ingrandimento di foto fornita in versione originale. Foto in seguito riconosciuta genuina, mediante perizia forense patrocinata dal G.A.U.S. Questa foto, nell’immediato ci fece ipotizzare che quella sorte di lampadario volante, fosse l’ufo, l’OVNI, il velivolo alieno, in quel caso stazionante sopra il campanile di Lanzada (Sondrio).

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Poi si ebbe a disposizione la foto 1/A, scattata in zona Torchione/Sondrio, la quale ci faceva vedere che questo illuminatore presentava delle variabili.  In questo caso le luminosità non sono più otto oltre quella centrale, ma sei e, sette sono presenti nel recente caso di Vassalini, dove non compare quella centrale. Intanto testimoni da più parti del mondo, affermavano che questa sorte di lampadario si accendeva e si spegneva e che ciò non sempre avveniva contemporaneamente mediante tutte le luci, ma in modo indipendente. Per di più si riscontrava che quelle luci potevano manifestare una irradiazione gestibile, in quanto variava l’irradiazione nello spazio circostante, sino ad apparire come fredda e non irradiante. In altri casi è stato riscontrato che, in particolare dalla luce centrale, partiva un raggio indirizzato a terra, esattamente come presente nella foto 2/B. Questo è il così detto “Raggio traente” che abbiamo visto nei film di fantascienza, raggio mediante il quale avverrebbero i rapimenti alieni, ma in generale il salire o scendere di più piccoli moduli con singole o poche entità a bordo. Una cosa ora pare certa: quando loro operano a terra, di frequente e con varie funzioni, attivano questo puntatore luminoso.

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Nelle due foto soprastanti vediamo nella prima, tre sfere bianche, indice di tre moduli di media dimensione operanti nella zona del Pizzo Scalino. Nella seconda vediamo il raggio verticale, indice della presenza stazionante ad altezza maggiore, di probabile mezzo volante di più grossa dimensione, dal quale le tre sfere bianche probabilmente si sono sganciate. Ricordo che per quanto riguarda il caso di Lanzada 2011, i moduli sganciati per andare a perlustrare il paese intorno al campanile, furono due. O quantomeno furono due quelli fotografati. Ma torniamo allo accessorio in oggetto…

Se noi osserviamo le soprastanti foto 1, possiamo notare che questo illuminatore è ben strano; in quanto se io accendo i fanali della mia auto, è per poter vedere ciò che mi sta di fronte mediante il fascio irradiante, ma qui non sempre lo è. Ciò significa che quella luminosità non intende illuminare, quantomeno per come intendono l’illuminazione gli umani. Ma allora la domanda diventa, serve per farsi vedere? Forse in talune occasioni, ma non si spiega la motivazione di fondo, considerato che generalmente questi illuminatori sono mantenuti spenti e, per il fatto che gli OVNI possono viaggiare al buio come di giorno, in stato di piena invisibilità. Ciò significa che vi è altra motivazione.

PREMESSA AL TENTATIVO DI SCOPRIRE DI COSA SI TRATTA

In base alla lingua italiana, un puntatore è uno strumento atto ad individuare il punto di interesse. In base alla artiglieria vecchia maniera, il puntatore era di tipo meccanico e lo si utilizzava per individuare il punto da colpire. Oggi troviamo il puntatore laser applicato alle armi leggere (pistole e fucili). In informatica si utilizza per indicare il punto di interesse.  Pertanto nella logica umana il puntatore indica il punto di interesse. Supponendo che tale logica sia adottata anche dalla presenza aliena, ecco spiegato il motivo del titolo di questo articolo.

Voci di corridoio in merito alla tecnologia umana sviluppatasi prepotentemente negli ultimi decenni, si vocifera insistentemente che i nostri stanno tentando di replicare la tecnologia aliena e, questo vale sia per quanto riguarda l’aspetto estetico, quanto per l’aspetto tecnico e funzionale. Se tali insinuazioni hanno un fondamento, e almeno in parte certamente sono giustificate, andando ora a considerare quanto il mercato ci mette a disposizione, si dovrebbero trovare se non tracce certe, quantomeno delle coincidenze sospette.

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L’immagine 3 ci fa vedere mediante 3/A, una fotocamera dotata di puntatore. Questo per dire che gli umani per riprendere, si servono di puntatori. La 3/B ci fa vedere una videocamera notturna con tanto di fissaggio a parete. Il bello è però quando della stessa si va a considerare l’estetica mediante l’ingrandimento 3/C. E’ quasi uguale a quanto presente mediante l’illuminatore di Lanzada o meglio di Caiolo se consideriamo che le luci sono sei! Ovviamente per il momento intendo considerarla pura casualità e, spero che non passi nella testa di alcuni, che sopra il campanile di Lanzada era presente della tecnologia nostra, similare a quella della videocamera. Prima di sostenere tale ipotesi sarebbe quindi meglio approfondire cosa avvenne in quella occasione a Lanzada ed il motivo per il quale si sostiene tale tesi. Nulla però esclude la possibilità che così come quella videocamera riprende, così dalla luminosità centrale del puntatore alieno, loro possono vedere e riprendere.

Così parrebbe, ma comunque sia, ora abbiamo appurato o quantomeno ipotizzato che taluni velivoli alieni dispongono nella parte sottostante, di tale accessorio. Pertanto noi da terra vedremo o non, tale strumento, in base alla modulazione e, stessa cosa vale per l’intero velivolo. Ne consegue quindi che noi umani vedremo quanto ci è concesso vedere, tranne diversamente per i casi accidentali in rare occasioni.

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Le soprastanti immagini 4/A e B, ci fanno vedere due esempi di illuminatori parzialmente visibili, posti su retrostanti velivoli fortemente ma non completamente schermati. Non tutti i velivoli alieni dispongono di illuminatore come quelli di Lanzada e Torchione; tutti però dispongono di luci di vario genere e di semplici puntatori. L’illuminatore tipo Lanzada, in base alla casistica disponibile al momento, è tipico di un velivolo triangolare nero, frequentemente operativo in zona Valtellina, del quale in futuri articoli andremo a scoprire la tipologia.

FISSIAMO UN PALETTO

Intendo per fissare un paletto, ma in questo caso sarebbe meglio dire un palo, il chiarire un preciso dato di fatto dell’ufologia valtellinese, mediante il caso Lanzada 2011:

Le foto sottoposte a Perizia Forense hanno sentenziato la genuinità delle stesse e quindi della intera vicenda, checché sostengano i denigratori ed i troll.  Quindi fissano un dato di fatto. Altro dato di fatto certo, è che l’ufo presente sopra Lanzada ha manifestato la presenza dell’illuminatore, come da foto 1/C e, così pure hanno confermato ulteriori testimonianze pervenute. Altro dato certo è che dal velivolo retrostante l’illuminatore, si sono sganciati due moduli o navette di piccole dimensioni, le quali hanno operato una perlustrazione sul paese e intorno al campanile, per poi rientrare. Quindi una tipica loro operazione di controllo a terra, come riscontrato in numerose altre occasioni. Queste operazioni possono da loro essere effettuate senza essere visti; pertanto se le vediamo e fotografiamo, è perché intendono farsi vedere. Quindi ora loro sanno che noi umani sappiamo, che quando si vede un illuminatore del genere, deduciamo che è presente un velivolo loro.

Nessun velivolo noto prodotto da tecnologia umana, presenta al momento questo strumento accessorio nella parte sottostante e, non pare che i nostri abbiano al momento la necessità di replicarlo, in quanto probabilmente presumono che la massa al momento non ha capito nulla in merito.

In seguito potrebbero però manifestare qualcosa che faccia credere che è tutta roba nostra, come ad esempio il porre una versione dell’illuminatore di Lanzada oppure del frontale della videocamera 3/C sotto velivoli nostri; ma sino a quel momento, ILLUMINATORE TIPO LANZADA SIGNIFICA RETROSTANTE VELIVOLO ALIENO! Poi in un prossimo articolo andremo a scoprire quali sono alcuni velivoli loro che lo hanno in dotazione.

EVENTO 15/2/2020

Gli illuminatori sopra presentati sono stati ripresi tutti quanti al buio, tranne quello presente in 1/B, in dotazione a classico disco volante e dotato di sette luminosità. Quindi ora sappiamo che modelli diversi di velivoli alieni, dispongono di illuminatori diversi. Questo però non è tutto; in quanto la matassa si complica mediante ulteriore aspetto che ora andremo ad evidenziare e, lo possiamo fare mediante l’evento verificatosi in Valmalenco il 15/2/2020. In questa occasione, persone site in Caspoggio e da Chiesa in Valmalenco, hanno assistito a quanto presente nella sottostante foto.

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In questo caso parrebbe, uso intenzionalmente il condizionale, che un velivolo completamente occultato, renda parzialmente visibile l’illuminatore. La cosa è però da accertare, nonostante questa manifestazione apparentemente floreale è stata vista e fotografata mentre percorreva risalendo, la Valmalenco.

1/3/2020

Questa vicenda, presenta lo stesso fenomeno del caso sopra; ma con qualcosa in più in quanto i presunti illuminatori sono due, come da foto 6. Non solamente però sono due, ma sono così tanto vicini, da indurre a supporre che due velivoli con tanto di illuminatori, a quella distanza non ci possono stare e, neppure potrebbero essere parte di uno stesso velivolo. Ne consegue che la spiegazione ipotizzabile deve essere altra.

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IPOTESI OLOGRAFICA

Taluni sostengono o credono che là fuori vi è oggettivamente la materia visibile; in quanto l’informazione e la scienza rilasciata alla massa, questo hanno fatto passare.

Altri, i sostenitori della più avanzata fisica quantistica, sostengono che tutto è energia intelligente e manifestante, quindi simulante la realtà; sebbene a livello inferiore di fisica quantistica ancora è fatto passare che la materia è solida e posta là fuori.

 Altri ancora sostengono la presenza di un universo virtuale ed illusorio, gestito da una regia superiore, tipo Matrix; quindi torniamo alla ipotesi della realtà simulata e simulante. con noi umani, interagente.

Altri ancora sostengono il “Multiverso”, ovvero l’universo contemporaneamente strutturato su livelli dimensionali diversi. Tutte ipotesi plausibili e meritevoli di considerazione; ma poi ecco che comparve l’olografia…

L’olografia, per potersi intendere, è da porsi su due distinti livelli. L’olografia di matrice umana e l’olografia di matrice aliena; con la nostra ricerca scientifica che mira a procedere, replicando quella aliena.

Quanto manifestatosi mediante le foto 5 e 6 ovvero il singolo o doppio l’illuminatore, potrebbe indurci ad ipotizzare che a differenza degli illuminatori di Lanzada, Torchione etc., questi potrebbero essere di natura olografica e, al passo seguente vi sarebbe da stabilire se di matrice nostra oppure loro.

Ipotizzare che i nostri possano avere interesse a propagandare l’ufologia della Valmalenco, è alquanto arduo da sostenere. I nostri hanno semmai interesse a cantarci la giornaliera ninna nanna, allo spacciarci il terrore causa Covid-19 e, al creare il più ampio possibile debito di Stato. Non certo al proporre aspetti che propongono prese di coscienza, quali il riscontro ufologico.

Se invece si ipotizza la mano aliena per quanto riguarda il farci vedere quanto presentato mediante le foto 5 e 6, si districa non di poco la matassa. Seppure per farlo diventa necessario cambiare ottica ovvero modalità di lettura. Quindi l’ipotetico messaggio fornitoci potrebbe essere:

“Noi possiamo farvi vedere di ogni cosa esistente sul piano oggettivo, ma anche non, la versione olografica. Questa può essere riconoscibile come nei due casi riportati sopra, ma potrebbe anche non essere riconoscibile in quanto esteticamente uguale a quella creduta oggettiva. Questo potrebbe trarvi in inganno, pertanto è opportuno che impariate a distinguere; poiché potrebbero arrivare a porsi in gioco, soggetti nostri o vostri, interessati ad ingannare, se già non lo stanno facendo”.

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La soprastante foto 7 è parte della sequenza realizzata il 15/2/2020 e, l’ingrandimento di destra è una versione per meglio coglierne i particolari.

CONCLUSIONE

Ogni verità non è mai assoluta, ma sempre relativa. Pertanto ogni verità relativa deve essere posta sul gradino di competenza di una scala infinita e, mai osannata come assoluta. Quanto riportato mediante questo articolo non è da intendersi quale verità assoluta, poiché potrebbe in seguito essere sottoposto a revisioni; ma quale verità relativa decisamente superiore alle verità relative inferiori e, inferiore alle verità relative superiori. Dopodiché ogni lettore ne farà l’uso che ritiene opportuno mediante le informazioni del quale dispone; mentre io sarò dipinto in base all’abilità del pittore.

http://presenze-aliene.blogspot.com/

 

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